Settembre
Settembre, si sa, è il mese dei buoni propositi, quello dei "mi metto a dieta / inizio a studiare / mi iscrivo in palestra", oppure, per i più temerari, quello del "mi prendo un anno sabbatico".
Ora, per me settembre non è niente di tutto ciò. E' il mese in cui compio gli anni (e puntualmente sono in pochi a ricordarselo) e che ha sempre coinciso con l'inizio della scuola o con qualche esame universitario. Anno dopo anno, ho sempre riscontrato un qualche cambiamento nel mio modo di essere/fare, implicito nel meccanismo naturale che prende il nome di "crescita". Stavolta no. Stavolta mi sento arricchita solo da qualche chilo in più, dalla mia insonnia (il cui rimedio prende il nome di valeriana, o, più raramente, di xanax) e dai pensieri tristi.
Vivere a Napoli (sì, io abito in paese, ma VIVO a Napoli) ti fa scoprire tante persone dotate di talento. Artisti, musicisti, scrittori e quant'altro. In questo contesto, ho capito di non valere una cippa.
Ho capito che quel "talento" che altri mi attribuivano, non va oltre le colonne d'Ercole poste all'entrata della superstrada. Ho capito che a noi, povera gente di periferia, non vengono concesse le stesse opportunità che si hanno quando hai la fortuna di poter dire "scendo, vado a teatro", così come "mi annoio, vado un pò al MADRE". Sono privilegi dei quali forse, non approfittano quanti potrebbero. Ed io li invidio.
Non credo di essere "speciale". Non so cantare, non so disegnare, non ho il fisico adatto per ballare, non sono una grande sportiva, e potrei continuare la lista. Ho sempre avuto un buon orecchio musicale...mi piaceva tanto suonare il piano senza leggere il pentagramma. Non ho mai avuto la costanza di imparare davvero.
Non riesco ad avere costanza in progetti, amicizie, perfino nel portare avanti un blog. Sarà carenza d'autostima, ma non sento di avere aspirazioni concrete, per cui lottare ogni giorno.
Eppure, avverto forte la mancanza di qualcosa solo quando non ce l'ho più. Della mia salute, che non sapevo essere così buona finchè non mi sono ridotta in questo stato. Degli amici persi per futili motivi. Del rapporto con mio padre, se mai c'è stato. Degli abbracci di mia madre. Di Franz che se n'è andato per sempre, e che ora mi manca così tanto. Delle giornate passate a scrivere, quando avevo la spinta per farlo e una discreta capacità espositiva.
Vorrei che spuntasse una mano dall'alto, che mi tirasse su una volta per tutte.
Sarà la tristezza di mezzanotte, sarà profumo di settembre.
L'amore a settembre mi ha fatto sentire ancora leggera.
Il giorno sprofonda nei solchi bruciati di questa distesa.
Tu lo sapevi che nessuna gioia nasce senza un dolore. Basta solo farlo guarire, basta lasciarlo entrare...

















